Marrakech è un posto sicuro da visitare adesso?

Dato il terremoto politico degli eventi in Tunisia ed Egitto, per non parlare della reazione incredibilmente violenta contro le manifestazioni di protesta in Bahrain e Libia, si potrebbe perdonare chi fa domande sulla sicurezza di altre destinazioni turistiche nel mondo arabo o islamico, come il Marocco.

Anche se sarebbe temerario pronosticare l’esito finale del movimento per il cambiamento che sta dilagando nella regione, si dovrebbe dire che il Marocco, anche se non è per nulla interamente immune dall’onda dei recenti eventi, si trova in una posizione diversa da paesi nel Medio Oriente e altrove nel Nord Africa da cui lo separa una grande distanza sia geografica che politica.

Anche se non è uno stato del petrolio, il Marocco prospera per turismo ed esportazioni.  Sia da un punto di vista sociologico che economico è anche una società più giusta degli stati che hanno fatto i titoli di testa nelle settimane recenti, soprattutto perché è retto su basi più democratiche della maggior parte dei paesi islamici, specialmente gli stati del Golfo e le altre dittature in Nord Africa.

Un fatto positivo da sottolineare è che il Marocco è una democrazia sovrana con un sistema parlamentare.  Il suo giovane re (Mohammed VI) sta facendo del suo meglio per far muovere l’economia e si sta guadagnando rispetto per i suoi tentativi di spazzar via la corruzione.  Inoltre, nonostante la povertà relativa di tanti, specialmente nelle zone rurali, il reddito familiare medio vi è molto più alto che, per esempio, in Egitto, dove milioni di persone devono sopravvivere con poco più di €1 al giorno, e perciò il risentimento della popolazione verso il suo governo è molto inferiore che, per esempio, in Egitto, Yemen e, naturalmente, in Libia.

Detto questo, in marzo e aprile in un’atmosfera pacifica e bonaria a Rabat, la capitale, e a Casablanca, si svolsero numerose manifestazioni da parte della gente che prendeva lo spunto dall’ondata di sollevazioni popolari in tutto il mondo arabo (anche se più della metà della popolazione marocchina è berbera, non araba) con le notizie a diffondersi rapidamente attraverso TV e internet.

Anche Marrakech, città relativamente agiata, che prospera sul turismo, è stata lo scenario di un paio di piccole manifestazioni per la riforma costituzionale, anche se nessuno dei dimostranti venne lasciato entrare nella Kasbah, sede del palazzo reale e del nostro albergo.  In febbraio e di nuovo in aprile, Re Mohammed che, a differenza della maggior parte degli altri leader del mondo arabo, è generalmente rispettato dai suoi sudditi, apparve in televisione rispondendo ai dimostranti in strada con un appello alla calma, una misura che sembra aver avuto l’effetto desiderato.

Al momento di andare in stampa, nessuno in Marocco è stato ferito e meno ancora ucciso dalle forze dell’ordine e la situazione è quasi totalmente calma, in contrasto con gli altri paesi arabi o mussulmani che fanno i titoli dei notiziari televisivi.  Quelli che si fermano nel nostro lussuoso albergo a Marrakech, Les Borjs de la Kasbah, continuano a godersi le loro vacanze dicendoci di non sentirsi più minacciati dagli attuali sommovimenti politici nel mondo arabo di quanto non si sentano nelle città europee dove le manifestazioni non sono certamente un fatto raro!

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